Italia-Mongolia in moto in solitaria, il racconto – parte 1

30/31 luglio 2016

Alzai lo sguardo al cielo. La luna era alta e le stelle brillavano sullo sfondo blu di quella calma notte. Stava per iniziare il mio viaggio. Blue era sovraccarica di bagagli, erano così tanti che non sapevo dove metterli. Dovevo considerare un sacco di cose e immaginare situazioni e oggetti che all’occorrenza potevano servirmi. Nella borsa a rullo era sistemata l’attrezzatura da campeggio, sacco a pelo, fornellino, materassino, kit di pronto soccorso, tazza, posate e pentolino. Vestiti e accessori per il bagno si trovavano nella borsa serbatoio. Durante la preparazione dei bagagli avevo deciso di non portare con me la borsa serbatoio tutte le volte che mi sarei allontanato dalla moto, quindi misi dentro cose di poco conto che nell’eventualità avrei potuto ricomprare senza problemi. Componenti elettronici, abbigliamento invernale e viveri erano situati nella borsa laterale sinistra, mentre in quella destra si trovava tutta l’officina e relativi pezzi di ricambio. Nello spazio restante oggetti vari.

mongolia in moto

La mia mente si proiettava in quei luoghi che avevo sognato e immaginato per quasi un anno. L’idea di arrivare in Mongolia in moto mi era venuta all’improvviso. Il dubbio di intraprendere un viaggio oltre le mie possibilità si insinuava di quando in quando nella mia mente riempiendo ogni spazio della mia coscienza. Quella notte mille dubbi e paure mi assalirono. Ma era troppo tardi per tirarsi indietro. All’alba montai in moto e partii. La tristezza di aver lasciato la famiglia e altri pensieri carichi di emozioni vennero presto allontanati da una grande gioia. Per i primi 10 km ringraziai tutte le persone e le situazioni che mi avevano supportato ed aiutato nel realizzare questo sogno.

Mi perdo in mille pensieri. Imbocco l’A13 direzione Padova. Le ore passano tranquillamente e la strada scorre veloce sotto le ruote della moto. Arrivato in Austria proseguo sull’A2 direzione Vienna. Faccio un paio di deviazioni alla ricerca di panorami e strade di campagna meno trafficate, e al tramonto, mi dirigo verso l’albergo. Il cielo è nero carico di nuvole, riesco appena a parcheggiare la moto lungo la strada che costeggia la stazione, un postaccio, prima che inizi a piovere. E’ il 31 luglio e fa molto caldo. Purtroppo il parcheggio è distante e sono costretto a fare diversi viaggi, sotto la pioggia, per portare tutti i bagagli, gomme comprese.

continua…

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