Diario di viaggio: Sardegna, L’isola di San Pietro

Eccoci di ritorno dalla Sardegna, precisamente dall’Isola di San Pietro, parte dell’arcipelago del Sulcis, situato nella parte sud occidentale della Sardegna. L’Isola è di origine vulcanica e la vegetazione mediterranea predomina l’esteso paesaggio: cespugli di ginepro, sentieri costeggiati dalle grandi varietà di rosmarino, meravigliose distese di margherite, profumate camomille e delicati alberi di mimose, colori e profumi di cui sentivamo la mancanza. L’isola di San Pietro si raccoglie nei suoi 51 km di estensione nella quale vivono circa 6500 abitanti, maggiormente concentrati a Carloforte, l’unico centro abitato, nel quale ci siamo recati quotidianamente per assaporare i prodotti tipici dell’Isola.

Ma torniamo indietro…

Giovedì 17 Aprile 2014: La partenza

Abbiamo lasciato Modena alle ore 17:30 dopo aver preparato per bene la moto e sistemato i bagagli nel miglior modo possibile, cercando di bilanciare il peso delle borse laterali e non appesantire troppo il posteriore caricando a dismisura il baule. Come previsto siamo riusciti ad occupare tutto lo spazio: 2 borse Givi da 21 litri, borsa serbatoio Givi XS308 da 23 litri e baule Kappa Garda da 52 litri. Guardando indietro avrei potuto evitare di portare parecchie cose che a fine viaggio si sono rivelate superflue, ma è tutta esperienza.

Venerdì 18 Aprile 2014: L’arrivo

Siamo arrivati in Sardegna dopo aver percorso i 250 km che ci separavano da Livorno ed una notte insonne sul pontile interno del traghetto Moby, un viaggio di circa 7 ore. Una volta attraccati ad Olbia, dopo una buona colazione abbiamo imboccato la SS389 (a detta dei paesani la vecchia strada) che ci ha permesso di attraversare una serie di caratteristici paesini: Monti, Ala dei Sardi, Buddusò, Bitti, Orune a circa 800 metri sul livello del mare e Nuoro, immersi in un paesaggio d’altri tempi. Un vero spasso per tutti i motociclisti: asfalto impeccabile, strade bianche da esplorare ad ogni angolo ed una natura davvero selvaggia.

Avremmo dovuto percorrere altri 236 km prima di arrivare a Portoscuso, dove ci attendeva il traghetto diretto all’Isola di San Pietro, purtroppo Claudia per via del faticoso viaggio, i numerosi tornanti, l’altitudine ed un pasto tutt’altro che leggero ha sofferto di una forte nausea e questo non ci ha permesso di continuare, così abbiamo lasciato la vecchia strada SS389 in prossimità di Nuoro ed abbiamo percorso i restanti km attraversando la SS131 fino allo svincolo per Monastir, a 15 km da Cagliari, da qui abbiamo proseguito per Igleasias ed infine Portoscuso. Nonostante la segnaletica le strade sono prive di autovelox, almeno così mi è sembrato!!!

Il viaggio è stato piacevole ma stancante e dopo circa 4 ore siamo giunti a destinazione intorno le 16:10, dove abbiamo atteso il traghetto delle 16:45 che in 40 minuti di navigazione ci avrebbe portato a Carloforte. Il cielo azzurro ha lasciato il posto a nuvoloni grigi che tuttavia ci hanno risparmiato da un’ulteriore fatica, la pioggia.

Una volta sbarcati abbiamo esplorato l’Isola sperando di trovare senza troppa difficoltà la strada che ci avrebbe condotto nella nostra dimora: il Poecilya Resort. Abbiamo costeggiato le saline facendo molta attenzione alla strada che a causa di alcuni lavori di manutenzione era piena di sassolini. In questa zona è possibile vedere i fenicotteri dalle piume rosate, l’avocetta dal becco ricurvo e il maestoso airone cinerino. Le indicazioni forniteci da Piero e Simona, titolari del resort, ci hanno indirizzato correttamente così abbiamo percorso i restanti 10 km fino a raggiungere la stradina sterrata segnalata da una grande roccia gialla con su scritto località Becco che ci avrebbe finalmente condotto al B&B. Così con la moto carica come un mulo, in due e soffocati da una grande stanchezza fisica per tutti i km percorsi, ci siamo lasciati condurre da Blue fino a destinazione, sani e salvi.

Poecylia rispecchia esattamente la descrizione che abbiamo trovato sul sito: un paradiso di immensurabile bellezza, ideale per un soggiorno meditativo, rilassante e in armonia con la natura. Le camere con bagno privato sono molto belle, letto matrimoniale confortevole, lenzuola di lino, asciugacapelli, morbidi asciugami, sapone, ciabatte, tutto quello che poteva servirci.

Dopo aver disfatti i bagagli e alleggerito la moto ci siamo recati a Carloforte per procurarci la cena, consapevoli che al ritorno avremmo trovato tutte le strade dell’Isola completamente buie, dato che l’unica zona illuminata è proprio il paese. Cena deliziosa al Galaia (posto consigliato da Piero e Simona) a base di tonno accompagnata da un buonissimo e fruttato vino bianco locale, dolce sardo per me e una buonissima panna cotta per Claudia, prezzo abbordabile, pancia piena. Il ritorno è stato molto divertente, strade buie molto inusuali e suggestive e pochissime auto in giro, lo sterrato davvero adrenalinico.

Una volta toccato il letto esausti per il viaggio abbiamo chiuso gli occhi in attesa di un’altra emozionante giornata.

Sabato 19 Aprile 2014: Spiagge, sentiero del faro e tonnara

Dopo una buonissima colazione a base di spremuta di arancia, miele sardo, ricotta fresca e marmellata, abbiamo fatto visita alla spiaggia privata del resort, una passeggiata di un’ora attraverso un sentiero molto suggestivo. All’arrivo il mare ed i sassi erano completamente colorati di blu da esserini alquanto strani simile a meduse, solo dopo abbiamo scoperto essere le caratteristiche barchette di San Pietro, una specie particolare di meduse, la natura è davvero incredibile.

In estasi per tanta meraviglia abbiamo deciso di proseguire con un altro sentiero che in due orette ci avrebbe condotto al faro, così ci siamo incamminati incantati dalle numerose varietà di rosmarino ed il paesaggio mozzafiato. Il silenzio e l’armonia fra la natura e l’uomo caratterizza questo luogo, ogni fiore sembra voler attrarre la nostra attenzione, il tempo si ferma, e ci lasciamo condurre dai meravigliosi profumi. Dopo un paio di km lo sterrato si unisce alla superstrada perciò proseguiamo sull’asfalto il pezzo di strada che rimane. Durante il tragitto abbiamo fatto una piccola deviazione seguendo delle indicazioni per Cala Fico dove è possibile vedere i falchi della regina che ogni anno arrivano dal Madagascar, purtroppo si è rivelata una delusione, il posto è poco curato, sembra abbandonato nonostante la vista dall’alto ci aveva proprio incantato.

Una volta giunti al faro ci siamo persi in quel paesaggio meraviglioso con delle scogliere che ricordano molto la Scozia e l’Inghilterra, un prato verde e dei simpaticissimi fiorellini bianchi. Il vento ci accarezza dolcemente la pelle e le onde si infrangono forti sugli scogli, l’orizzonte inarrivabile ed il sole riflette i propri raggi sul mare, poesia per gli occhi ed il cuore.

Al ritorno ci siamo cambiati e siamo andati a recuperare Blue, parcheggiata felicemente nel giardino dietro il resort, abbiamo percorso nuovamente la divertente stradina sterrata e ci siamo diretti verso la parte Sud alla ricerca delle spiagge.

Quasi tutte le spiagge sono situate nella parte sud dell’Isola, fra le più famose e quelle segnalate sulla mappa troviamo La Bobba, Punta Nera, Girin, Giunco, Lucchese, La Caletta e le due colonne, due faraglioni di roccia emergenti dal mare, in realtà all’arrivo ne abbiamo trovato sono uno, l’altro a quanto abbiamo capito è caduto recentemente. Il paesaggio è meraviglioso ovunque andiamo ed io mi sento vivo, presente, circondato da tanta bellezza. Le spiagge sono bellissime ed offrono tutte un paesaggio diverso, La Caletta e La Bobba a nostro avviso sono le più belle e le più accessibili, e l’acqua è davvero trasparente e pulita. Purtroppo non avevamo il costume e non siamo riusciti a bagnarci nonostante il cielo azzurro e un sole delicato ma piacevole.

Per concludere abbiamo atteso che il sole tramontasse sulle bianche rocce nei pressi della vecchia Tonnara per porgere i nostri saluti al sole che ci ha regalato una meravigliosa giornata.

Per la cena due pizze alla carlofortina con tonno, pesto, mozzarella e pomodoro ed una fresca e gustosa birra in una pizzeria nel centro di Carloforte.

La città è stata fondata nel 1738, sotto il regno di Carlo Emanuele III, da una colonia formata da 1000 pescatori liguri provenienti da Tabarka, un’isola situata al largo della Tunisia. Oggi le origine ligure dei primi abitanti sono ancora vive e si possono riscontrare nell’architettura dei palazzi settecenteschi e ottocenteschi e nel dialetto. Nel paese ci sono diversi luoghi da visitare fra i quali la Chiesa dei Novelli Innocenti, Chiesa della Madonna dello Schiavo, Torre San Vittorio, Osservatorio astronomico, Mura di cinta e le Miniere dismesse.

Domenica 20 Aprile 2014: Pasqua e le piscine naturali di Nasca

Per Pasqua la colazione è stata speciale: colomba artigianale napoletana, pastiera napoletana, una fresca spremuta di arancia ed altre prelibatezze della tradizione campana. In questa occasione veniamo invitati per il pranzo da Simona e Piero ed una coppia di amici. Il cibo si è rivelato davvero ottimo e la compagnia molto piacevole, essendo il nostro penultimo giorno di permanenza sull’isola dopo un buon caffè abbiamo deciso di non riposare troppo e visitare le famose piscine naturali di Nasca.

Così, dopo aver recuperato Blue abbiamo imboccato la strada che porta a “Guardia dei mori, Nasca, Punta delle oche” che ci avrebbe condotto direttamente a Nasca. Da qui abbiamo proseguito per circa 4 km su una strada sterrata fino a quando non abbiamo raggiunto la centrale eolica ora non funzionante e successivamente parcheggiato la moto, da qui si prosegue a piedi. Dopo il ponte la strada si dirama su tre sentieri e per raggiunge le piscine bisogna seguire quella che conduce a destra e proseguire fino al raggiungimento di un paesaggio lunare con rocce appuntite a forme umana e animale, da qui bisogna scendere fino al livello del mare per riuscire a vedere le piscine, non fatevi ingannare perché dall’alto non sono visibili.

Il paesaggio è davvero incredibile, sembra di camminare sulla superficie lunare o di essere su un altro pianeta, la piscina è grande e l’acqua è molto fredda, ma non potevamo rinunciare ad un bel bagno. Siamo soli, regna il silenzio e la pace, il vento sussurra mormorii nelle crepe delle rocce e le onde si infrangono forti sugli scogli.

Ed infine un’oretta di riposo sulla spiaggia di sabbia bianca di La Bobba, Claudia ha replicato il bagno, io non ne avuto il coraggio.

Lunedì 21 Aprile 2014: Ultimo giorno

La partenza si avvicina e prima di dedicarci alle ultime escursioni abbiamo acquistato il biglietto per il traghetto che il giorno seguente ci avrebbe condotto a Calasetta, 18 euro per due persone e la moto. Dopodiché abbiamo trascorso qualche oretta a Carloforte passeggiando per il centro storico e successivamente ci siamo rilassati sulla sabbia di La Bobba. La vacanza sta per terminare e prima di andare a dormire sistemiamo i bagagli, montiamo le borse laterali ed il baule sulla moto e puliamo i caschi dai numerosi insetti. Infine salutiamo Piero e Simona e poi diritti a letto, il viaggio di ritorno è lungo e stancante, meglio riposare bene.

L’isola di San Pietro ci ha sorpreso, la natura selvaggia, lo splendido mare e la bellezza dei suoi luoghi ci ha incantati, il silenzio, i colori ed i profumi regnano in un luogo dove il comportamento dell’uomo non ha proibito alla vita di esprimere tutta la sua meraviglia. Infine salutiamo Piero e Simona per l’affettuosa accoglienza.
Speriamo di poterci tornare presto.

[label]Video del viaggio[/label]

 

[label]Informazioni e prezzi[/label]

  • Km percorsi: 1700
  • Giorni: 5
  • Costo traghetto Sardegna – Isola di San Pietro: 18 € per 2 persone e moto
  • Costo traghetto Livorno – Sardegna: 200 € per 2 persone e moto
  • Costo carburante sull’Isola: 1.850 € al litro
  • Costo cena al Galaia: primo, antipasti, vino e dolce 30 € a persona

[label]Consigli utili[/label]

  • Per visitare alcune zone dell’isola è consigliabile l’utilizzo di gomme semitassellate
  • E’ consigliabile portare una lampada a pile e relative pile cariche di scorta
  • Dato l’elevato costo del carburante,1.850 € al litro, consigliamo di fare il pieno prima di salire sul traghetto diretto all’isola di San Pietro
  • Assolutamente da provare la birra Ichnusa e le “patatine” Guttiau

2 risposte a “Diario di viaggio: Sardegna, L’isola di San Pietro”

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