Diario di viaggio: Grecia e Balcani on the road – prima parte

Partenza bagnata vacanza fortunata!

29 luglio 2014

E così ha inizio l’atteso viaggio che ci condurrà in Grecia e nell’isola di Creta, e poi su verso i balcani che attraverseremo in circa 10 giorni per tornare a casa. Come prevedibile la prima parte del nostro viaggio è stata segnata da forti piogge e raffiche di vento che ci hanno accompagnato senza tregua da Modena ad Ancona, per poi cessare in prossimità di San Benedetto Del Tronto, ormai completamente inzuppati d’acqua. Arrivati ad Ancona ci siamo imbarcati sul traghetto della Minoan Lines con la speranza di lasciarci alle spalle quel clima che fino ad oggi tanto difficilmente ci ha fatto pensare all’estate.

Come di consueto Blue è stata caricata a dovere: borsa serbatoio, laterali e baule, questa volta però abbiamo dosato con maggior cura la quantità di vestiti.

Arrivati al porto di Igoumenitsa dopo 16 ore di viaggio ed una notte insonne sul pontile della nave, che ci ha comunque regalato un caldo tramonto e dei bellissimi paesaggi con la costa Croata e Albanese, in attesa che la stanza prenotata a Kalampaka si liberasse decidiamo di visitare Parga, una graziosa cittadina di mare situata a 50 km dal porto Greco, perfetta meta per riprendersi dal viaggio notturno e per cominciare ad ambientarsi al caldo clima greco. La temperatura sfiora i 40 gradi ed il calore prodotto dal motore picchia duro su gambe e polpacci, l’abbigliamento è comunque necessario e decidiamo a malincuore di non rinunciarvi. Purtroppo il navigatore al momento del bisogno ha deciso di non funzionare, così abbiamo dovuto optare per una cartina della Grecia acquistata presso un benzinaio della zona e approfittando dell’inconveniente abbiamo fatto il pieno alla moto, la super si trova a 1.6 euro e il diesel 1.3.

Non l’avrei mai detto ma girovagare senza GPS in un paese totalmente estraneo si è rivelato davvero divertente.

Così imbocchiamo la super strada in direzione Preveza: le strade sono deserte e l’asfalto lascia molto a desiderare, il caldo è quasi insopportabile ma le indicazioni stradali sono molto precise, prima in greco e subito dopo in inglese. In Grecia non si utilizza il casco e nelle strade c’è molta confusione, parcheggi in doppia e tripla fila, manovre contromano e sorpassi azzardati, sia nei piccoli paesi che nelle grandi città e persino qualche episodio in autostrada dove, contrariamente all’Italia, il costo del pedaggio per i mezzi a due ruote costa circa il 50% in meno delle automobili. Nonostante questo le persone sono molto gentili e nessuno si è mai tirato indietro quando abbiamo avuto bisogno di informazioni e indicazioni stradali.

Dopo una cinquantina di km raggiungiamo la città.

Parga è da esplorare con calma e tranquillità, due isolotti incantevoli si trovano di fronte alla spiaggia e a destra del porticciolo si accede ad una antica scalinata che conduce in cima alla città antica, dove si trova anche un antico castello, negozietti di prodotti tipici costeggiano le strade interne della città.

Stanchi ed affamati per il pranzo abbiamo scelto un posticino ventilato lontano dal centro, situato nella parte sinistra della spiaggia: Tzatsiky, Mousaka, Feta, Calamari e patate fritte ed una bella birra fresca Mythos, per un totale di 21 euro.

L’aria che si respira è leggera e frizzante, finalmente dopo numerosi km riusciamo a rilassarci e recuperare un po di energie, la strada è ancora lunga.

Dopo pranzo ripartiamo in direzione Ioannina – Metsovo per fermarci dopo 200 km  a Kalampaka, cittadella ubicata nel nord del paese ai piedi del complesso di rocce naturali chiamato Meteora, che significa sospeso in aria, dove si trovano 24 monasteri costruiti in cima a torri naturali di roccia alte fino a 400 metri di varie forme, modellate nel tempo dal vento e dalle piogge.

Le strade di montagna ci impegnano maggiormente così arrivamo a destinazione dopo 3 ore di viaggio, accompagnati a tratti da pioggia e nuvoloni grigi. Arrivati verso l’ora di cena, lasciamo i bagagli in albergo e ci dirigiamo in prossimità del centro in cerca di qualcosa da mangiare. I prezzi ci sembrano molto bassi e in linea con la situazione economica del paese, una bottiglitta d’acqua costa 0.30 centesimi, una birra in bottiglia 1 euro, un panino 1,50 euro, pita 1,50 euro, t-shirt 3 – 5 euro e il caffè costa circa 2 euro.

Il panorama è suggestivo e queste rocce naturali predominano in ogni angolo di Kalampaka, lasciando i passanti a bocca aperta.

Dopo una notte rigenerante e una buona colazione decidiamo di visitare Meteora. La strada che conduce ai monasteri è incantevole, il paesaggio è meraviglioso e quelle torri di roccia lassù sembrano vegliare sulla città. Secondo alcune analisi chimiche le formazioni rocciose risalgono a 60 milioni di anni fa. La visita ai monasteri ha un prezzo di 3 euro cad, gli interni sono in legno e molto particolari, le pareti sono completamente dipinte e si dice che furono fatte cosi per contrastare la paura del vuoto, è una spiegazione che mi lascia alquanto perplesso ma questo è quanto detto dalle guide turistiche del luogo, io resto comunque della mia idea. Le donne per entrare dovranno indossare delle gonne lunghe e dei coprispalle che saranno forniti direttamente alla biglietteria.

Dei 24 monasteri ortodossi solo 6 sono oggi visitabili: Agios Stefanos, Agia Triada, Gran Meteora, Varlaam, Roussanou e Agios Nikolaos.

Lasciata Kalampaka ci siamo diretti verso Delphi, prima però tappa alle Termopili dove fu combattuta la grande battaglia fra Spartani e l’impero Persiano di Serse. I fan della pellicola cinematografica potrebbero rimanere delusi, il paesaggio è totalmente diverso e si trova esattamente lungo l’autostrada, nonostante questo io lo trovo terribilmente affascinante.

« O viandante, annuncia agli Spartani che qui noi morimmo obbedienti al loro comando. »

Al momento abbiamo percorso 1700 km e non siamo che all’inizio del nostro viaggio…

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